PER DIO-INCIDENZA

I primi giorni di giugno 2012, appena tornata a Bologna dopo un Master di un anno a Torino, ho iniziato a sentirmi fuori posto. Casa era ed è sempre un bel posto dove tornare ma, come giusto che sia quando si va via poi è difficile rientrare. Era un’estate torrida e mi erano appena andati male due colloqui di lavoro. Mi sentivo come se fossi nel deserto, lo sentivo anche dentro di me; misi in dubbio persino la mia preparazione universitaria.
In quei momenti, quelli che non ti aspetti, non senti nessuno vicino a te, nemmeno Dio, anche se Lui c’è, è solo che non te accorgi. Andai in parrocchia a chiedere a Don Paolo se potevo essere utile in qualcosa, volevo distrarmi, in più Cosimo era ancora dietro agli esami all’università e non si sarebbe liberato prima della fine di luglio, tutto contento mi disse che aveva bisogno di animatori per l’Estate Ragazzi.
Nella settimana di preparazione conobbi gli altri animatori tra i quali Andrea, la sua ragazza (ora moglie) Franziska e sua sorella Elena.
Mi dissero che quel fine settimana sarebbero scesi ad Assisi perché i frati di Santa Maria degli Angeli avevano organizzato un pellegrinaggio notturno per le vie della città. Queste cose mi sono sempre piaciute e chiesi più informazioni e Andrea che mi mise in mano il volantino del Servizio Orientamento Giovani.
Non so cosa mi disse il cervello, so cosa mi disse il mio cuore: chiama! Così feci,  il frate che mi rispose mi disse che il corso successivo dove c’erano ancora posti era il Corso Vocazionale nel bel mezzo di Agosto. La sera telefonai a Cosimo, gli dissi del corso, che non sarei scesa al mare da lui, che avevo bisogno di capire qualcosa di più su di me perché avevo messo in dubbio tutto quello fatto fino ad allora. Non la storia con lui, anche se volevo sapere a che punto eravamo, ma la mia di storia a che punto era.
Felice per quella telefonata, le settimane seguenti volarono. Così presi il treno, arrivai ad Assisi. All’accettazione incontrai il sorrisone di Fra Diego e le mie quattro compagne di stanza: Veronica, Eleonora, Maria Giovanna e Nella. Inutile dire che siamo diventate subito amiche e anche ora nonostante la lontananza siamo ancora in contatto.
Del Corso Vocazionale dico solo che sono stata rivoltata come un calzino, ho capito che non dovevo farmi un dio su misura delle mie esigenze e dei miei capricci ma che dovevo trasformare la mia vita, ciò che ero io, a misura di Dio. Un colpo forte. Lacrimoni a non finire.  Mi è stato detto che non ero lì per caso, ma per Dio-incidenza perché era Lui che in quel tempo e in quello spazio mi doveva dire che mi amava e che era finita l’ora dei gingillamenti, dovevo prendere in mano la mia vita e farne un capolavoro. Dovevo capire come fare la Sua volontà.
Vi pare facile?

Stavo uscendo dal deserto affidandomi solo e completamente a Dio. Non ho potuto che sedermi - c’è una foto - sulle ginocchia di chi poteva accompagnarmi lungo la strada, San Francesco e poi Maria, per aiutarmi a mantenere la promessa di non allontanarmi perché chi non porterebbe il salvagente nelle acque impetuose della vita?

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