Perdonare...che fatica!

Per donare...perdonare!
Essendo un tasto davvero dolente è importante parlare del perdono. Questo punto è quello su cui cerco di lavorare costantemente, è il mio punto debole, ancora prima di amare me stessa. Riesco a ringraziare il Signore per le occhiaie e per la ceretta che inesorabilmente ogni mese faccio per non assomigliare ad una simpatica scimmietta amica di Tarzan, ma se me ne combini una riesco a non perdonare per molto tempo. Parlo di perdono non di dimenticare perché, come dice il Curtaz, il perdono è una scelta non un’amnesia. Dunque questa è la mia lotta col maligno. Con il mio passato ho fatto i conti quasi subito, durante e dopo il corso Vocazionale, ma ancora fatico - e vorrei vedere - a pregare per i cosiddetti nemici, quelli che non mi stanno simpatici, quei rompiscatole assurdi che ti puoi ritrovare sul cammino, chi ti ferisce. Non so se vi è capitato di leggere una certa Lettera di San Paolo dove esorta i primi cristiani a non giudicare per non essere giudicati, di amare e di dare affetto alla persona che ci sta antipatica, chiede di pregare per quella che anche lei, con i suoi limiti e i suoi difetti, come noi, è creatura di Dio! Proprio un boccone amaro! Ma d’altronde non si entra nel Regno se non per la porta stretta, la Croce! Il Capo non ci promette che saremo al riparo da qualsiasi intemperia, ma attraverso Gesù ci promette di starci accanto. Questa capacità e volontà di perdonare è talmente difficile che è lo stesso Gesù a darci una mano a chiedere aiuto al Signore insegnandoci il Padre Nostro. Attraverso la frase “rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.
Se siamo perdonati dal Signore e accettiamo questo dono di misericordia, di conseguenza siamo capaci di perdonare l’altro. A proposito di perdono, anche l’evangelista Luca ci ricorda le parole di Gesù “chi di voi avendo cento pecore e ne perde una non lascia le novantanove nel deserto e va a cercarla e quando la trova invita tutti a far festa?” Sapete che la storia ebraica di questo pastore finisce in un altro modo? Finisce che il pastore ritrovando la pecora le rompe le zampe per impedirle di scappare di nuovo! Invece Gesù reagisce facendo festa! Ci permette sempre di scegliere la strada. Ci lascia liberi di perderci di nuovo, e non si stanca mai di cercarci! Perché lui ė venuto per tutti! Anche per chi non ci sta simpatico, chi ci calunnia, per chi ci insulta! Si è fatto pane per essere un milione di pani! Per ognuno di noi!
Papa Francesco nell’Omelia del 23 Gennaio 2015 disse  che Dio perdona sempre! Non si stanca di perdonare. Siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono. Ma Lui non si stanca di perdonare. Quando Pietro chiese a Gesù: “Quante volte io devo perdonare? Sette volte?” — “Non sette volte: settanta volte sette”. Cioè sempre. Così perdona Dio: sempre. Ma se tu hai vissuto una vita di tanti peccati, di tante cose brutte, ma alla fine, un po’ pentito, chiedi perdono, ti perdona subito! Lui perdona sempre.
Vorrei davvero diventare una persona capace di chiedere perdono e di perdonare.

Vorrei davvero cercare di essere figlia di Dio.

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